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17 gennaio 2015

 

IL TEATRO (di) APOLLO

Una commedia infinita...

Lecce, Teatro Apollo (fonte: Wikimedia)
 

LETTERA

 

Alla c. a. del Giornalista Dott. Marco Renna (Trnews.it)


 

Gent.mo Dott. Marco Renna,
 
dato che non penso che sarò presente all'incontro-dibattito sul tema "Siamo una comunità?", La disturbo per inviarLe una mia breve considerazione su una questione che attiene alla vita culturale (ma anche sociale) della nostra comunità (lo dico forzandomi di voler essere positivo, altrimenti scriverei semplicemente città).
 
Se Lei me lo chiedesse, Le risponderei brevemente che in questa nostra città (e credo che potrei dire lo stesso dell'ambito provinciale) il senso di comunità viene stabilito "a progetto", com'è stato per la candidatura di Lecce 2019, poi tutto scompare non appena l'obiettivo sfuma, e conseguentemente si dilegua il presunto "senso di comunità" che avrebbe dovuto manifestarsi e stabilirsi in maniera duratura.
 
Non Le sottraggo altro tempo, la mia considerazione di cui Le dicevo è di seguito.
 
Grazie per il tempo dedicatomi, Le auguro buon lavoro e La saluto cordialmente.
 
Beniamino Piemontese

 

(nessuna risposta)

 

.......

 

12 gennaio 2015

CONTRO IL LICENZIAMENTO DEI 60 ORCHESTRALI DELLA ICO "TITO SCHIPA" DELLA PROVINCIA DI LECCE

Lettera aperta al Presidente della Provincia di Lecce

 

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1 Lettera aperta

di Beniamino Piemontese

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12 gennaio 2015

Lettera aperta al Presidente della Provincia di Lecce

CONTRO IL LICENZIAMENTO DEI 60 ORCHESTRALI DELLA ICO "TITO SCHIPA" DELLA PROVINCIA DI LECCE

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Beniamino Piemontese <beniaminopiemontese@gmail.com>
Date: 12 gennaio 2015 10:43
Oggetto: Lettera aperta al Presidente della Provincia di Lecce - Contro il licenziamento dei 60 orchestrali della ICO “Tito Schipa” della Provincia di Lecce
A: presidenza@provincia.le.it
Cc: Sindaco <sindaco@comune.lecce.it>, Segreteria del Sindaco - Città di Lecce <segreteriasindaco@comune.lecce.it>, Gabinetto Sindaco di Lecce <gabinettosindaco@comune.lecce.it>


 

beniamino.piemontese@postacertificata.gov.it

13/01/2015 9.29

<protocollo.prefle@pec.interno.it>

<protocollo@pec.comune.lecce.it>

Lettera aperta al Presidente della Provincia di Lecce Contro il licenziamento dei 60 orchestrali della ICO "Tito Schipa" della Provincia di Lecce

 

Lettera aperta al Presidente della Provincia di Lecce

Contro il licenziamento dei 60 orchestrali della ICO “Tito Schipa”

della Provincia di Lecce


 

All'Ill.mo Dott. Antonio Maria Gabellone

PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI LECCE

 

e p. c. a:
 

S. E. Dott. Giuliana Perrotta

PREFETTO DI LECCE

 

Ill.mo Dott. Paolo Perrone

SINDACO DI LECCE

 

Mittente:

Beniamino Piemontese

(Lecce)


 

Lo spirito repubblicano e democratico che aleggia nelle piazze di Francia e di mezzo mondo come risposta di solidarietà alle vittime della strage operata dai criminali aderenti alla rete del terrorismo fondamentalista islamico e, di contro, quale suprema affermazione dei valori universali di libertà di pensiero e di espressione che sono principi inderogabili della nostra civiltà europea occidentale, comporta una nuova e più profonda meditazione e riflessione sui valori su cui è basata la nostra comunità civile, sociale, politica e religiosa.

L'attacco dei terroristi alla nostra civiltà coincide purtroppo con un momento in cui non solo in Francia ma anche nel nostro Paese, sembra essere caduto in basso il livello di fiducia dei cittadini nei confronti dei propri rappresentanti politici di ogni schieramento troppo spesso coinvolti in numero sempre maggiore in scandali e ruberie di ogni sorta.

Non solo la crisi economica è andata incidendo sempre di più nell'abbassamento della qualità della vita della comunità civile, ma il crescere della disaffezione alla politica nel suo insieme ha finito per portare il nostro Paese (ed anche altri) ad un pericoloso livello di scadimento nell'effettiva credibilità delle istituzioni nel loro insieme, dall'alto verso il basso, fatta salva forse solo la Presidenza della Repubblica, sebbene anche verso di essa non manchino attacchi virulenti di una consistente minoranza parlamentare e di tanti comuni cittadini disaffezionati ed ostili contro tutto e tutti.

Può in queste condizioni diffondersi e propagarsi il sano e positivo spirito repubblicano e democratico che soffia dalle piazze di Parigi e di tante capitali e città europee e straniere?

Spererei di sì, almeno come una sola duratura risposta ai pericoli incombenti della radicalizzazione e all'imbarbarimento sanguinario e criminale di matrice fondamentalista islamica.

Ma realisticamente sono portato a pensare che se nel nostro Paese non dovesse cambiare decisamente in meglio e risalire il livello della fiducia dei cittadini verso la politica e le istituzioni nel loro insieme, purtroppo la conseguenza inevitabile sarebbe l'approfondirsi di quella frattura che oggi esiste tra la comunità civile e i rappresentanti politici ed istituzionali, col pericolo di uno scollamento sempre crescente che porterebbe ad un annichilimento di quei valori repubblicani e democratici che ancora oggi grazie a Dio! -e lo dimostrano le piazze francesi ed europee ed oltre- sono il riferimento ideale di milioni e milioni di cittadini, della più grande (non solo quantitativamente ma qualitativamente) e più forte e vasta comunità civica di mezzo mondo.

Ma veniamo a noi, al nostro piccolo (circoscritto solo in senso geografico e non dal punto di vista qualitativo, intendo dire) mondo leccese e salentino, e mi riferisco alla notizia trasmessa dai telegiornali locali e dagli organi di stampa regionali riguardanti la comunicazione circa l'avvio da parte della Presidenza della Provincia di Lecce della procedura di licenziamento degli Orchestrali della Fondazione I.C.O. "Tito Schipa" della Provincia di Lecce. Notizia che ho appreso immediatamente dopo aver seguito le notizie entusiasmanti e ricche di patriottismo dei servizi giornalistici dalle piazze di Parigi e di tante capitali e città europee e non.

Un profondo senso di avvilimento mi ha colpito.

Ma com'è possibile? La mia città, la nostra Lecce, prima concorre fino ad arrivare a disputare la finale per ottenere il titolo di "Capitale Europea della Cultura 2019" e, sebbene non l'ottenga, riesce a vedersi assegnare -insieme con tutte le altre città finaliste- il titolo almeno consolatorio di "Capitale Italiana della Cultura 2015" (cioè esattamente per l'anno appena iniziato) e parimenti proprio all'inizio del nuovo anno in corso la sua famosa Orchestra intitolata al grande Tenore lirico Tito Schipa viene messa a morte?

Ma non è dunque la nostra Provincia di Lecce, ovvero la patria e la culla del "Grande Salento", in cima alle classifiche di gradimento mondiale tra tutti i luoghi più affascinanti e caratteristici e vivibili tanto per piacevolezza di clima e socievolezza dei suoi abitanti, quanto per splendore naturalistico del proprio habitat e per ricchezza del proprio patrimonio artistico e architettonico e monumentale e culturale, e precipuamente musicale, in virtù dello spessore dei musicisti di epoca barocca e poi classica e romantica che hanno avuto i natali in questa terra, e per la speciale particolarità delle proprie tradizioni folkloristiche comprendenti la famosa "pizzica-pizzica" salentina ormai apprezzata e conosciuta (e suonata e ballata) in tutto il mondo?

Ma allora in che (piccolo) mondo vivo, e che roba è questa del licenziamento degli orchestrali della Fondazione ICO "Tito Schipa"?

Ma "sogno o son desto?" si chiederebbe qualcuno molto, molto meglio di me...

Ma piuttosto che licenziare gli Orchestrali della ICO "Tito Schipa" e mettere sul lastrico (e per strada!) i 60 (dico bene: SESSANTA) Musicisti Professionisti della prestigiosa e gloriosa Orchestra, privandoli di un lavoro, togliendogli quindi i mezzi di sussistenza e condannando alla fame e alla miseria loro e i loro familiari, non farebbero bene i politici tutti, di tutte le istituzioni locali, a rimettere il loro mandato oppure istantaneamente a versare interamente i proprii emolumenti o stipendio o ricompensa o rimborso-spese o gettone di presenza in un'apposita colletta pubblica per aiutare il mantenimento degli Orchestrali, e contemporaneamente si inizi la raccolta da parte delle società o imprese pubbliche o privati, o da parte dei cittadini più facoltosi fino all'ultimo (numericamente parlando) dei cittadini per un fondo cassa di una Fondazione che, come dovrebbe essere per ogni Fondazione, abbia un proprio patrimonio economico che la metta in salvo dai capricci e dalle voluttà dei politici di ogni livello?

Se poi fosse vero e definitivo che la Provincia di Lecce, come ogni altra Provincia di ogni altra parte d'Italia, sia stata "svuotata" (uso il termine molto spiacevole che viene riferito e diffuso dagli organi di informazione) della maggioranza dei suoi compiti e poteri e che essi siano stati attribuiti ad altri organi amministrativi ed istituzioni locali, allora come semplice cittadino italiano e Citoyen dell'Europa e del Mondo, in virtù e nello spirito repubblicano e democratico alimentatosi e diffusosi fino a noi dalle piazze di Parigi e di tutta la Francia e di moltissime altre capitali e città europee e straniere, chiedo pubblicamente che la Provincia di Lecce piuttosto che licenziare gli Orchestrali -o qualsiasi altro dei propri dipendenti- alieni e venda qualcuno dei tanti (troppi?) edifici e immobili di sua (nostra?) proprietà, a cominciare da Palazzo Adorno, di cui soltanto il restauro e la destinazione a nuova prestigiosa sede della Presidenza della Provincia di Lecce (come se non fosse stata già sufficiente l'altrettanto prestigiosa sede di Palazzo dei Celestini...!?!) costò pochi anni orsono ai contribuenti (cioè a noi cittadini) una somma pari a circa 10 miliardi di vecchie lire (se la memoria non mi inganna).

Con i fondi così raccolti potrebbe continuare ad avere vita una Orchestra Pubblica della Provincia di Lecce che faccia salire in cielo le note della Musica ed insieme tenga alto lo spirito repubblicano e democratico delle piazze di Francia e d'Europa!
 

In fede.

Beniamino Piemontese

(artista)

 

Lecce, 12 gennaio 2015

 

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Messaggio del Prof. Maurizio Nocera - Poeta

D'accordo. Sono al tuo fianco. Ciao. Maurizio

 

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MESSAGGIO DI UN ORCHESTRALE DELLA ICO "TITO SCHIPA"

Riporto il messaggio che ho ricevuto da un orchestrale, di cui ometto il nome che conosco perché il messaggio è firmato.
 
Beniamino Piemontese
 


Caro Benia,

 
la tua sensibilità  e umanità   ti fanno cogliere, come sempre, i nodi essenziali dei momenti tristi e difficili che andiamo, nostro malgrado, vivendo. Le soluzioni che proponi, sagge in un mondo di uomini saggi, suonano come utopie in questo mondo di ignavi, governato da una classe di agiati professionisti della tecnocrazia, affetti da narcisismo cronico, autoreferenziali, lontani le mille miglia da qualsiasi forma di empatia con il vasto e bel mondo dell'arte e dell'espressione dei sentimenti umani più puri ed elevati. Ciò   non ostante, non abbandoniamo la speranza che queste scimmie possano esperire la loro Via di Damasco, e speriamo che ciò    non avvenga fuori tempo massimo!

 
Ti abbraccio con affetto e riconoscenza

(.........)

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LETTERA INVIATAMI DALL'ASSESSORE PROF. SILVIA GODELI E MIA RISPOSTA

Il lunedì 12 gennaio 2015, <assessore.mediterraneo@regione.puglia.it> ha scritto:

Gentilissimo,
sono disponibile a effettuare una sottoscrizione personale in una
raccolta fondi che però solo la Provincia può aprire, in quanto socio di
maggioranza della Fondazione.
La Regione non ha fondi da destinare dal suo bilancio, pesantemente
decurtato dalla manovra del Governo Renzi, ma sono d'accordo sulla
assoluta necessità di salvare l'orchestra.
Purchè il soggetto titolato a farlo si decida, una buona volta, a
prendere una iniziativa, anziché continuare a sottrarsi
opportunisticamente, come fa ormai da quando la riforma di Del Rio ha
trasformato e svuotato i compiti delle Province.
In attesa di notizie le confermo la mia personale disponibilità.
Con amicizia
Silvia Godelli

....

La mia risposta

Ill.ma Assessore Prof.ssa Silvia Godelli,

La ringrazio sentitamente per aver risposto così celermente alla mia lettera aperta al Presidente della Provincia di Lecce.

Come semplice cittadino e come appassionato di Musica ho seguito negli anni le vicissitudini ed i travagli della formazione dell'Orchestra provinciale di Lecce e trovo particolarmente grave che una delle cosiddette "eccellenze" sia la prima ad essere sacrificata sull'altare dei tagli alla spesa pubblica quando invece ci sarebbero tante e tante ramificazioni parassitarie da sottoporre ai colpi di una sana scure moralizzatrice. Ma se chi di dovere fosse stato previdente e corretto dall' inizio forse a questo punto non si sarebbe neanche dovuti arrivare...

Con osservanza.
Beniamino Piemontese

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Messaggio del M° Prof. Andrea Bartelucci - Musicista

Caro Beniamino!

Operare attivamente a difesa dell'arte e dei colleghi artisti nel proprio territorio

è degno di lode e rispetto. Ti auguro di trovare un riscontro positivo da parte

delle autorità di Lecce, vista la nobiltà dei tuoi intenti.

Continua parallelamente a suonare e a studiare tu stesso nel contempo,

Un saluto affettuoso.  

Buona serata!

Andrea

 

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Messaggio inviatomi dal Consigliefe provinciale DANILO SCORRANO

e mia risposta


Caro Beniamino,
ti ringrazio per questa ulteriore testimonianza della tua sensibilità.
Il problema che sollevi è di enorme gravità per due ordini di motivi, perchè coinvolge alcune decine di lavoratori che rischiano il posto di lavoro e perchè lo si fa con un attacco ad una istituzione culturale di cui dovremmo andare fieri.
Ora, la cosa più semplice sarebbe scaricare a destra e a manca le responsabilità che hanno portato a questa situazione.
Sicuramente la legge Del Rio che mira a cancellare le province ha prodotto finora solo disagi e disservizi e messo in serio pericolo centinaia di lavoratori. 
Non si può, in nome delle riforme, giocare sulla pelle dei lavoratori, ne si può depotenziare le province senza avere chiaro chi e come  dovrà gestire i servizi, le competenze e naturalmente il personale e con quali risorse. Si è assistito in questi giorni ad uno squallido rimpallo di responsabilità.
Io ed altri consiglieri provinciali di minoranza abbiamo chiesto un incontro al presidente Gabellone proprio su questi temi, per capire che tipo di azioni mettere in campo per far fronte alla delicata situazione.
Le risposte sono disarmanti: il taglio ulteriore dei trasferimenti, la soppressione di alcune funzioni non ancora assunte da altri enti sono tra le  cause del triste disagio.
Ciò detto, credo che nessuno sforzo debba essere risparmiato da tutti coloro: istituzioni, privati semplici cittadini per salvare una istituzione culturale come la ICO Tito Schipa. 
Tutta la mia solidarietà ed il mio sostegno alle legittime lotte degli orchestrali.
Sperando che presto si possano avere risposte concrete, rimanendo a completa disposizione, ti saluto cordialmente.

Danilo Scorrano - Consigliere provinciale


...
LA MIA RISPOSTA


Grazie a Lei, caro Assessore dott. Danilo Scorrano, per avermi risposto e soprattutto per il Suo impegno come rappresentante della comunità in una istituzione attualmente colpita e attraversata dalle difficoltà non solo finanziarie ma anche di identità.
Mi premetta di indirizzare questa mia (compresa naturalmente la Sua lettera che è riportata immeditamente di seguito) anche all'Assessore regionale prof.ssa Silvia Godelli che sta seguendo con particolare attenzione questa vicenda e i miei interventi e quanto ne consegue.
Personalmente ritengo che per quanto riguarda la Provincia di Lecce (mi riferisco a quel che ne resta dopo il decreto Del Rio), se i decisori provinciali di Lecce, cioè presidente e maggioranza, riversano questa crisi solo sui cittadini (che siano cittadini-lavoratori e dipendenti o cittadini-utenti) allora la crisi allora sfocia in una pericolosa caduta del valore stesso dell'istituzione, che giunta a quel punto meriterebbe soltanto di scomparire del tutto perché inutile.
Se l'istituzione provinciale  nel suo insieme (presidente, maggioranza e minoranza) sa farsi parte attiva nel rapporto con i cittadini e la comunità intera per gestire un processo di trasformazione nella delicatezza del momento (e nelle difficoltà crescenti che in futuro protranno esservi) allora il suo ruolo può essere utile.
Questa condizione si verifica già per quanto riguarda la vicenda ICO Tito Schipa, di cui non viene fatto decadere il C.d.A. ma vengono licenziati e praticamente messi a morte i dipendenti, così che il potere resta confermato nelle mani di chi gestisce una scatola vuota.
Il potere... già il potere, sempre questa passione per detenere il potere fa la differenza tra i buoni e i cattivi.

AugurandoLe buon lavoro, La saluto cordialmente ringraziandoLa ancora caldamente.

Beniamino

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Seconda lettera dell'Assessore Regionale Prof.ssa Silvia Godelli

Purtroppo la Regione non ha e non avrà i fondi per intervenire.
Questo è noto a tutti e io stessa l'ho spiegato direttamente e sulla stampa.
La riforma di Del Rio ha infatti eliminato i fondi che prima venivano dati alle Province e li ha incamerati anzichè assegnarli alle Regioni.
Noi abbiamo avuto quest'anno dal Governo renzi un ulteriore taglio di 350 milioni: pagheremo la sanità e la spesa obbligatoria, più quello che deriva dai fondi europei e Cipe già assegnati lo scorso anno.
E poi non c'è un euro neppure per i soggetti artistici che da nove anni sono nell'albo dello spettacolo della Regione e che quest'anno rischiano solo di chiudere ovunque e dappertutto.
Tempi orribili!

Silvia Godelli

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2 Lettera aperta

di Beniamino Piemontese

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Orchestra ICO "Tito Schipa":
 

Libertà di espressione ai cittadini


 
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Beniamino Piemontese <beniaminopiemontese@gmail.com>
Date: 15 gennaio 2015 10:28
Oggetto: Orchestra ICO "Tito Schipa": Libertà di espressione ai cittadini
A: presidenza@provincia.le.it, Sindaco <sindaco@comune.lecce.it>, "segreteria.presidente@regione.puglia.it" <segreteria.presidente@regione.puglia.it>, silvia godelli <assessore.mediterraneo@regione.puglia.it>, danilo scorrano <daniloscorrano@yahoo.it>


 

Al Gent.mo Dott. Antonio Gabellone - Presidente della Provincia di Lecce

e p. c. a:

Gent.mo On.Dott. Nichi Vendola - Presidente della Regione Puglia

Gent.mo Dott. Paolo Perrone - Sindaco di Lecce

Gent.ma Prof. Silvia Godelli - Assessore al Mediterraneo, Cultura, Turismo - Cultura e Spettacolo, Mediterraneo della Regione Puglia

Gent.mo Dott. Danilo Scorrano - Consigliere Provinciale di Lecce
 

 

Orchestra ICO "Tito Schipa":

Libertà di espressione ai cittadini


 

Torno a parlare della vicenda riguardante i licenziamenti degli Orchestrali dell' ICO "Tito Schipa" di Lecce della Provincia di Lecce.

Ringrazio sentitamente l'Assessore regionale Prof. Silvia Godelli la quale ha ritenuto di scrivermi pur non essendo la principale destinataria della mia "Lettera aperta al Presidente della Provincia di Lecce", invece di mostrarsi disattenta e indifferente.

Per non parlare della totale disattenzione e disinteresse da parte degli altri, organi d'informazione (!?!) compresi.

Ringrazio anche il musicista orchestrale dell'ICO Tito Schipa che mi ha scritto un breve messaggio di ringraziamento per il mio intervento, esternandomi tutta la sua amarezza e disillusione nei riguardi della grave situazione in cui si trova a vivere.

Come semplice cittadino e come appassionato di Musica ho seguito negli anni le vicissitudini ed i travagli della formazione dell'Orchestra Provinciale di Lecce e trovo particolarmente grave che una delle cosiddette "eccellenze" sia la prima ad essere sacrificata sull'altare dei tagli alla spesa pubblica quando invece ci sarebbero tante e tante ramificazioni parassitarie da sottoporre ai colpi di una sana scure moralizzatrice. Credo che se chi di dovere fosse stato previdente e corretto dall'inizio, forse a questo punto non si sarebbe neanche dovuti arrivare...

Ora si dice di una raccolta fondi per aiutare gli orchestrali: ma per aiutare gli orchestrali si debbono innanzitutto far valere le ragioni sindacali e contrastare i licenziamenti, altro che fargli l'elemosina!

Dico chiaramente che personalmente non darei mai un centesimo a chi ha fatto partire la procedura di licenziamento degli orchestrali invece di difendere con le unghie e con i denti la dignità di quei lavoratori. E se io stesso fossi un orchestrale della "Tito Schipa" mi sentirei offeso da chi prima mi vuole licenziare e poi mi dà qualche spicciolo.

Ci vuole ben altro per spazzare via il fantasma incombente dei licenziamenti e lo spettro della disoccupazione e della caduta in povertà degli orchestrali e delle loro famiglie!

Chi si è assunta la responsabilità di dare il via alla procedura di licenziamento non solo deve  mettersi la mano sul cuore, ma dovrebbe trarne le opportune conseguenze e rassegnare le dimissioni dalla sua carica pubblica di rappresentante della comunità civile.

La storia ci insegna che ci sono stati imprenditori che si sono tolti la vita piuttosto che licenziare i propri operai.

Ai miei occhi di cittadino ha perduto completamente di credibilità politica di rappresentante della comunità provinciale chi che dalla comodissima residenza dorata di Palazzo dei Celestini o dal suo regale studio di Palazzo Adorno (lussuosa come quella di un sovrano borbonico) dà il benservito ai poveri orchestrali.

Non basta affatto dire oggi sull'onda del clamore suscitato da questo uniquo provvvedimento che si intente partecipare ad una colletta.

Da semplice cittadino ed uomo della strada invece dico che non è questo il massimo che ci si può e si deve attendere da un Presidente della Provincia e dal Presidente del consiglio di amministrazione dell'ICO Tito Schipa!

Anche in quesa sede voglio ora ribadire la mia personale opinione di cittadino libero e pensante.

Se la provincia di Lecce è stata realmente svuotata delle sue funzioni, è inutile e dannoso -perché troppo oneroso è il carico delle spese economiche a carico della collettività (cioè dei cittadini contribuenti)- mantenere la sede di Palazzo Adorno come sede della Presidenza della Provincia e di altre funzioni amministrative che possono tornare ad essere alogate a Palazzo dei Celestini, che già di per sé è una sede oltremodo comoda e fastosa, e non costituisce certo un ripiego.

Le risorse derivanti dal risparmio delle spese di rappresentanza in Palazzo Adorno ed eventualmente anche la sua vantaggiosa alienazione (come già da me suggerito nella mia precedente "Lettera aperta al Presidente della Provincia di Lecce") possono andare a costituire una ricca dotazione pubblica, derivante cioè dal patrimonio pubblico che appartiene al popolo (frutto delle tasse della collettività dei contribuenti), da destinare a scopi di rilevante interesse pubblico, tra cui il mantenimento degli Orchestrali e come costituzione di un fondo mirato in maniera oculata all'Orchestra provinciale di Lecce e del Salento.

Non siamo più al tempo dei Borboni...

Eppure come sono lontane le piazze di Francia da Lecce...

Lì i capi di stato di tutto il mondo hanno guidato una grande marcia popolare per ribadire e rivendicare la libertà di espressione contro ogni forma di oppressione e di soppressione, contro la negazione dei valori di libertà e la violenza sanguinaria e criminale che fa strage di uomini liberi e pensanti.

Qui il cittadino si accorge di vivere ancora in un regime assolutistico e borbonico in cui è sottomesso al potere, gli vengono negati i diritti fondamentali e non gli è riconosciuta la libertà di espressione, nemmeno da quei mezzi d'informazione (!?!) che dovrebbere -costituzionalmene parlando-  garantire e tutelare la libertà di pensiero e di parola e dare voce ai cittadini.

Amaramente mi accorgo che ancora accade che molti politici professino il credo di Luigi XIV e dicano tra sé e sé: "L'État c'est moi!" e si sentano superiori agli altri rimsti al rango di comuni cittadini...

In effetti, si sa, in Italia la gran parte dei rappresentanti politici che dovrebbero essere i rappresentanti del popolo si sono impossessati delle stanze del potere arrogandosi abusivamente -in tutto ciò tradendo la nostra Costituzione Repubblicana- l'appartenenza ad una casta di privilegiati che si arricchisce con i profitti della politica, invece di essere al servizio dei cittadini e del popolo.

Per salvarsi i cittadini e il popolo debbono liberarsi almeno psicologicamente e moralmente dallo stato di sottomissione e di schiavitù da questa classe di politici corrotti e trovare la forza di affermare che solo il cittadino e il popolo tutto (insieme ai loro rappresentanti politici) possono dire: L'État c'est moi!
 

In fede.

 
Beniamino Piemontese

Lecce, 15 gennaio 2015
 

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MESSAGGIO INVIATOMI DALL'ASSESSORE PROF. SILVIA GODELI

e mia risposta

Continuo a essere del tutto d'accordo con lei.

Silvia Godelli

 

Carissima Assessore Prof. Silvia Godelli,
Grazie per la Sua attenzione.
Beniamino

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MESSAGGIO DEL POETA PROF. MAURIZIO NOCERA

Tu continua ad andare avanti; prima o poi le gratificazioni arriveranno, soprattutto quando intellettualmente si è onesti. E tu sei un intellettuale (ed anche musicista per passione) onesto. Ciao.

Maurizio

 

Grazie, Poeta!

Beniamino

 

 

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13 febbraio 2014

LETTERA APERTA AL SIGNOR AIRAN BERG - COORDINATORE ARTISTICO DI LECCE2019

di

BENIAMINO PIEMONTESE

 


 


 
Al Gent.mo Sig. Airan Berg
 
Coordinatore artistico di Lecce2019

c/o Comitato Lecce2019


 
Mittente:
 
Beniamino Piemontese
(Artista - Lecce)

 

La presente lettera è   inviata per conoscenza a:

S. E. Mons. Domenico Umberto d'Ambrosio - Arcivescovo Metropolita di Lecce

Dott. Paolo Perrone - Sindaco di Lecce e Presidente del Comitato "Lecce2019"

Avv. Carmen Tessitore - Vice Sindaco di Lecce e Assessore alle politiche Sociali

Don Simone Renna - Parroco della Chiesa di Santa Maria della Pace in Lecce

Don Attilio Mesagne - Direttore della Caritas Diocesana di Lecce


 

 

LETTERA APERTA AL SIGNOR AIRAN BERG

COORDINATORE ARTISTICO DI LECCE2019


 

Gentile Coordinatore Signor Airan Berg,

sento di dover dare una mia personale risposta ai Suoi pensieri e alle Sue considerazioni espresse nella Sua lettera pubblica del 7 febbraio u.s. al Reverendo Don Simone Renna, Parroco di S. Maria della Pace, officiante il rito funebre per i compianti Signori Veronica Piggini e Riccardo "Dino" Martina.

La storia civile e religiosa di Lecce è carica di un passato ricco di solidarietà.

Vorrei ripercorrere qui con Lei, brevemente e per sommi capi, questa storia gloriosa e luminosa.

La struttura architettonica e urbana, dal secolo XII in poi, e fino ai giorni nostri, è intessuta di monumenti che sono stati edificati per dare asilo e ospitalità ad una larga parte della popolazione di Lecce che aveva bisogno di poter risiedere in sedi deputate ad offrire accoglienza.

In particolare, ciò è avvenuto nei secoli dello splendore dell'età barocca, quando la Chiesa di Lecce è stata guidata -come lo è oggi, per fortuna!- da prelati degni d'essere chiamati "Pastori del proprio gregge".
 

Allora la nostra città ha visto arricchirsi notevolmente il suo tessuto civile e religioso, soprattutto religioso, ma di conseguenza anche architettonico, artistico-culturale, sociale, ed anche economico, da un fitto intreccio di monumentali "case dell'accoglienza", volute, create e gestite da Enti Religiosi.

A cominciare dal possente Monastero delle Monache di Clausura Benedettine, che fu fondato dal Conte Accardo nel XII secolo, che ebbe quale sua prima Madre Badessa Agnese, sorella del Conte.

Continuando solo per sommi capi, non posso tralasciare l'Ospedale dello Spirito Santo, sorto presso Porta Rudiae su progetto del valentissimo architetto leccese e mecenate Barone Gian Giacomo dell'Acaya, nella prima metà del XVI secolo.

Poco distante, si può ammirare ancora oggi in via Libertini la mole del Conservatorio di Sant'Anna, attiguo all'omonima chiesa, nato per accogliere le nobildonne leccesi che volessero ritirarsi ad una vita religiosa e contemplativa. In questo caso l'impulso era nato da una nobile famiglia patrizia leccese, i Verardi, che ne furono i benefattori.

Da molti anni questo complesso è di divenuto di proprietà pubblica del Comune di Lecce che l'ha destinato (ed è anche il caso dell'ex Convento dei Teatini, attiguo alla Chiesa di S. Irene, in via Vittorio Emanuele) in parte a sede di uffici comunali e per il resto a sede espositiva.

Nel XVIII secolo venne edificato il Convento di Cappuccine denominato "Le Pentite", accanto alla Chiesa di San Sebastiano, che oggi è sede di un'importante Fondazione culturale leccese, istituita dalla sua illuminata e insigne fondatrice, la compianta Prof.ssa Luciana Palmieri.

Fare l'elenco completo delle benemerite istituzioni religiose che hanno creato e dato ospitalità e assistenza a Lecce sarebbe cosa lunga, e ciò esula dallo scopo della presente.

Vorrei invece ricordare le fondazioni maggiori e più in vista in città.

Ad esempio, ci tengo a ricordare un lungimirante caso di ospitalità civile, qual è l'Istituto "Garibaldi", a pochi passi dalla Chiesa di S. Giovanni Evangelista e dal Monastero delle Benedettine.

Infatti, accanto alla Chiesa di Sant'Angelo, conosciuta anche come Santa Ma fino a quando ria di Costantinopoli, sorse questo meraviglioso edificio, oggi di proprietà pubblica del Comune di Lecce, che fu anticamente (nel XII secolo) un tempo Convento degli Agostiniani, che venne poi ristrutturato sempre a fini religiosi nel XV secolo, fino a quando, ed ormai siamo giunti in epoca abbastanza recente, divenne nei secoli XIX e XX un'importante istituzione ad usi civili, educativi e sociali, essendo stato destinato alle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza.

Smesse quelle vesti benefiche, e cessata la sua esistenza e le sue importanti e qualificanti funzioni civili, educative e sociali, l'Istituto "Garibaldi", pervenuto in possesso al Comune di Lecce, è rimasto un "contenitore" vuoto, pur avendo l'Amministrazione Comunale leccese richiesto alla Regione Puglia a partire dal 1996 un sovvenzionamento apposito per destinarlo a struttura per studenti universitari, che a Lecce vivono una condizione di disagio come fuori-sede. Ma a tutt'oggi questo iter è fermo.

Fatto questo sommario (per ovvie ragioni di brevità) excursus di storia civile e religiosa, di valore architettonico, artistico-culturale, sociale, eccetera, debbo sottolineare il fatto (risaputo) che oggi la situazione assistenziale e caritatevole a favore dei poveri resta affidata esclusivamente agli Enti Religiosi e alla generosità e al buon cuore dei cittadini che hanno sensibilità.

Non posso tralasciare assolutamente l'esempio straordinario costituito dalla "Casa della Carità", fondata recentemente per espressa volontà del nostro amato Arcivescovo Metropolita Rev.mo Mons. Domenico Umberto d'Ambrosio, congiuntamente con il Monastero delle Benedettine, in particolare della Reverenda Madre Badessa.

Ѐ risaputo che la Caritas Diocesana di Lecce porta sulle sue spalle l'onore e l'onere di tutta l'assistenza ai poveri di questa città, qualunque sia l'etnia di appartenenza.

 

Gentile Coordinatore Signor Airan Berg,

a conclusione di questa mia escursione storica, ci tengo a dirLe che condivido lo spirito della Sua lettera, che è carico di quello "Ottimismo della volontà" (secondo la bella definizione data da Antonio Gramsci) con cui Lei confida (e chiede) in una risposta della nostra città che sia contro (cito le Sue parole) "la disuguaglianza sociale, economica e politica profondamente radicate nella nostra società” che hanno portato -come una condanna capitale- alla morte sociale, prima ancora della dolorosissima e tragicissima fine fisica e materiale, dei nostri poverissimi Concittadini, i compianti Signori Riccardo Dino Martina e Veronica Piggini, i quali (cito ancora le parole della Sua lettera) "hanno pagato il prezzo estremo della discriminazione", parole che sottoscrivo in toto.

Invece, contrario ed opposto a questo formidabile e speranzoso "Ottimismo della volontà", si oppone il "pessimismo della ragione" (sempre secondo la definizione gramsciana), che spinge tanti a negare molto comodamente la ricerca di ogni soluzione possibile.

Purtroppo quest'altra faccia della medaglia, questo "lato oscuro" della coscienza non rappresenta l'unico ostacolo alla ricerca comune delle possibili soluzioni alle problematiche dolorose e strazianti dell'assistenza e del conforto agli indigenti, ai bisognosi, ai poveri, ai diseredati, agli emarginati, ai diseredati, ai discriminati.

Esiste un "buco nero" ancora peggiore, ed è il male estremo indicato e condannato chiaramente dal Reverendo Don Simone Renna nella sua dura, intransigente, spietata quanto toccante omelia nella celebrazione esequiale per i nostri compianti Defunti Veronica e Dino.

Molto oltre la colpevole indifferenza diffusa nella nostra città verso il prossimo, verso i nostri fratelli concittadini bisognosi, oltre l'atteggiamento dei tanti che con la propria indifferenza negano l'aiuto a prestare le cure necessarie ai poveri, esiste ed è diffusa la NEGAZIONE, che è la morte dell'anima.

Significa che per tanti, tantissimi, forse per la maggioranza dei cittadini della nostra città, sono calate le tenebre del diniego dell'AMORE verso il prossimo.

Dichiarandomi a disposizione Sua e della nostra città per offrire il mio piccolo, modesto, insignificante, ma volontario contributo alla ricerca di ogni possibile soluzione alle problematiche a cui Lei ha fatto riferimento nella Sua lettera, Le porgo i miei più cordiali saluti.

 

Beniamino Piemontese

 

Lecce, 13 febbraio 2014


 


 

LETTERA APERTA AL SIGNOR AIRAN BERG - COORDINATORE ARTISTICO DI LECCE2019

(file PDF)

 

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IL TESTO IN INGLESE

DELLA

LETTERA APERTA AL SIGNOR AIRAN BERG - COORDINATORE ARTISTICO DI LECCE2019

 

 

February 13, 2014

OPEN LETTER TO MR. AIRAN BERG - ARTISTIC COORDINATOR OF LECCE2019


BY

MR. BENJAMIN PIEMONTESE


 


 
To Mr. Airan Berg 
 
Artistic Coordinator of Lecce2019 

c / o Committee Lecce2019 


 
Sender: 
 
Mr. Benjamin Piemontese 
(Artist - Lecce)

 

This letter shall be sent for information to:

Archbishop Domenico Umberto D'Ambrosio - Archbishop of Lecce

Dr. Paolo Perrone - Mayor of Lecce and Chairman of "Lecce2019"

Mrs. Carmen Tessitore - Vice Mayor of Lecce and Councillor for Social

Don Simone Renna - Pastor of the Church of Santa Maria della Pace in Lecce

Don Attilio Mesagne - Director of Caritas of Lecce


 

 

OPEN LETTER TO MR. BERG AIRAN

ARTISTIC COORDINATOR OF LECCE2019


BY

MR. BENJAMIN PIEMONTESE

 

Dear Mr. Airan Berg,

I feel I must give my personal answer to his thoughts and his considerations expressed in his public letter to the Reverend Father Simon, Pastor of St. Mary of Peace, officiating the funeral for the late lamented Sir Richard and Veronica Piggini "Dino" Martina.

The civil and religious history of Lecce is full of a rich past of solidarity.

I would like to go back here with you, briefly and in broad terms, this bright and glorious history.

The architecture and urban planning, from the twelfth century onwards, and to this day, is interwoven with monuments that were built to shelter and hospitality to a large part of the population of Lecce that he needed to be able to reside in locations deputies to offer welcome.

In particular, this has occurred in the centuries of the splendor of the Baroque period, when the Church of Lecce was guided-as it is today, thankfully! - Prelates worthy of being called "shepherds of his flock." 

Then our city has seen significantly enrich the fabric of civil and religious, especially religious, but also a result of architectural, artistic, cultural, social, economic, and even from a dense network of monumental "houses of hospitality", swirls, created and managed by Religious Bodies.

Beginning with the powerful monastery of cloistered Benedictine nuns, which was founded by Count Accardo in the twelfth century, which had as its first Abbess Agnes, sister of the Count.

Continuing only briefly, I can not overlook the Hospital of the Holy Spirit, born at Port Rudiae on the project of Lecce skilful architect and patron Baron Gian Giacomo of the first half of the sixteenth century.

Not far away, can still be seen today in Via Libertini the bulk of the Conservatory of St. Anne, adjacent to the homonymous church, created to accommodate the noblewomen Lecce who wish to retire to a religious and contemplative life. In this case the pulse was born to a noble family from Lecce, the Verardi, who were the benefactors.

For many years, this complex is to become public property of the city of Lecce which has meant (and it is also the case of the former Convent of the Teatini, adjacent to the Church of St. Irene, via Vittorio Emanuele) in part based municipal offices and for the rest to venue.

In the eighteenth century was built the Convent of the Capuchin named "The Repent", next to the Church of St. Sebastian, which is now home to an important Lecce Cultural Foundation, established by his enlightened and illustrious founder, the late lamented Prof. Luciana Palmieri.

Make a complete list of worthy religious institutions that have created and given hospitality and assistance in Lecce thing would be long, and it is beyond the scope of this letter.

I would rather remember the foundations more and more visible in the city.

For example, I want to recall a forward-thinking hospitality civil case, what is the Institute "Garibaldi", a short walk from the Church of St. John the Evangelist and the Benedictine Monastery.

In fact, next to the Church of Sant'Angelo, also known as Santa But until ria of Constantinople, was built this beautiful building, now owned by the Municipality of public and licked, which was originally (in the twelfth century) once Augustinian Convent , which was later restructured always for religious purposes in the fifteenth century, until, and now we have come in fairly recent times, in the nineteenth and twentieth centuries became an important institution for civil use, education and social services, having been allocated to Public Institutions Assistance and Charity.

Forwarded those clothes charities, and ceased its existence and its important and distinctive civil functions, educational and social, the Institute "Garibaldi", have reached the Municipality of Lecce, remained a "container" empty, despite having the ' Municipality of Lecce in the Apulia region required since 1996 and allocated to subsidize special structure for college students, who live in Lecce an uncomfortable condition as out-of-place. But still this process is stopped.

Without this summary (for obvious reasons of brevity) overview of civil and religious history of architectural, artistic, cultural, social, etc., I must emphasize the fact (well known) that the situation today and charitable assistance to the poor remain entrusted exclusively Religious Bodies and to the generosity and good-hearted citizens who have sensitivities.

I can not overlook the absolutely extraordinary example consists of the "House of Charity", founded recently by the express will of our beloved Archbishop Rev.mo Archbishop Domenico Umberto D'Ambrosio, together with the Benedictine Monastery, in particular, the Reverend Mother Abbess .

It's well known that the Diocesan Caritas of Lecce carries on his shoulders the honor and the burden of any assistance to the poor of this city, regardless of the ethnicity.

 

Dear Mr. Airan Berg,

to conclude my historical excursion, I want to tell you that I agree with the spirit of your letter, which is full of the "Optimism of the will" (according to the definition given by Antonio Gramsci) with whom you trust (and calls) in response of our city that is against (and I quote his words) "" social inequality, economic and political deeply rooted in our society "that led-as-a death sentence to social death, even before the end tragicissima and painful physical and material, of our poor countrymen, the lamented Sir Richard Dino Martina Piggini and Veronica, who (I quote again the words of your letter) "have paid the ultimate price discrimination", words which I endorse fully.

Instead, contrary and opposed to this formidable and hopeful "Optimism of the will". opposes the " pessimism of the intellect " (Always according to Gramsci's definition), which leads many to deny very easily research each possible solution.

Unfortunately, this other side of the coin, this "dark side" of consciousness is not the only obstacle to finding common solutions to the problems painful and agonizing for the care and comfort to the poor, the needy, the poor, the dispossessed, the marginalized, the dispossessed, the discriminated against.

There is a "black hole" even worse, and it is the ultimate evil and indicated clearly condemned by the Reverend Father Simon Reindeer in his harsh, uncompromising, ruthless and touching homily at the funeral celebration for our lamented the Dead Veronica and Dino.

Much more than the culpable indifference prevalent in our city to the next, to our fellow citizens in need, as well as the attitude of many who with his indifference deny help to provide the necessary care to the poor, and there is a widespread DISCLAIMER, which is the death of the soul.

It means that for many, many, perhaps the majority of the citizens of our city, fell the darkness of denial LOVE your neighbor.

Declaring myself available to your and our city to offer my small, modest, insignificant, but voluntary contribution to the search of every possible solution to the problems to which you referred to in your letter, I offer you my most cordial greetings.

 

Benjamin Piemontese

 

Lecce, February 13, 2014


 

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NOTA


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